La pittura
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Era una giornata calda dellestate del lontano
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e Tullio, nella piazzetta di Casale disse:si va a dipingere qualche
bellangolino di Casale? Si passa il pomeriggio rilassati, ci si mette seduti ad un fresco e si fa un bel
quadro. Eravamo tre o quattro, salvo il vero, e tutti acconsentimmo commentando che
era stata una bella idea. Io, in verità, non avevo mai dipinto e poi ero un ragazzo con
tante idee si, ma senza pennelli e tela. Te la presto io la tela disse Tullio,
un 40X50 spero che ti basti. E i colori? aggiunsi io. Ti
presto anche quelli. Partirono tutti per andare alle loro case a prendere il
materiale per dipingere; io rimasi in piazza ad aspettarli. Dopo una ventina di minuti
arrivarono, chi prima e chi dopo. Andammo davanti al municipio per dipingere il campanile
civico di Casale. La sera alle venti, praticamente allora di cena, i quadri erano
terminati. Una sudata che non vi dico. Si doveva stare al fresco per rilassarsi ed invece
si stette tutto il pomeriggio al sole. Finalmente il mio primo quadro ( anche se la tela
era di Tullio e io credo di non avergliela mai restituita). Ero contento, sporco di colore
ma contento. Diciamo la verità, non era unopera darte ma in quel momento
credevo di aver dipinto un bel quadro. Te la puoi immaginare la bellezza di un quadro di
un ragazzo che dipinge per la prima volta. Io insisto nel dire ancora oggi che qualcosa di
particolare cera. Era sicuramente diverso dagli altri, non perché gli altri
sapessero dipingere ed io no, ma perché il soggetto (il campanile) nella tela era
rappresentato in maniera non fotografica, non reale, ma un po naif. Nessuno rise,
anzi, mi fecero i complimenti (era ed è la prassi). In seguito, meditai sullevento.
Pensai che fosse bello continuare a dipingere, farsi un po desperienza sui
colori, osservare altri pittori per apprendere la tecnica e studiare pittura su qualche
libro. Così feci, dipinsi vari quadri e tutti mai fotografici, sempre alla mia maniera.
Ti sembra che io dipinga ragazzotte e ragazzotti un po scemi? Che ne dici
Rita? Rita è mia moglie. Lei sta zitta. Un quadro però, lha preteso in regalo, con la paura che lo
vendessi. Ora si trova appeso ai muri di casa insieme agli altri e guai a chi lo tocca.
Dice a tutti che è di sua proprietà e ne va orgogliosa. Sinceramente credo che le
piacciano i miei quadri, anche perché li tiene volentieri attaccati al muro e li spolvera
con piacere. Quanti siamo, in definitiva, ad apprezzare la mia pittura? Per ora in due?
Non scherzare Ugo, lo sai che da Firenze in su ce ne hai venduti tanti. Purtroppo nessuno
è profeta in patria.